“ Le essenze floreali aiutano a rendere gli umani più simili agli angeli”

(Anna Flora)

 

La Floriterapia fa parte di un campo emergente di terapie sottili non invasive che, negli anni a venire, promettono un contributo fondamentale alla cura della nostra salute.

Originata in Gran Bretagna grazie al dott. Edward Bach, la floriterapia si è diffusa prima nei Paesi anglosassoni e, successivamente, in tutto il mondo, dove sta ottenendo un successo e un interesse sempre crescenti. Essa può essere considerata un metodo terapeutico e allo stesso tempo una concezione filosofica e psicologica.

Secondo il pensiero di Edward Bach e prima di lui di grandi guaritori come Paracelso, Ippocrate e Haheneman, la malattia non deve essere considerata come un evento casuale e fortuito; essa, invece, va sempre messa in relazione con uno stato di disarmonia psicologica ed emotiva, con gli stati d’animo dolorosi, recenti o di vecchia data, che provocano sofferenza e disagio. Rimossi e celati nella coscienza, i conflitti interiori si manifestano però nel corpo esprimendosi, inizialmente, con il “linguaggio” tipico di un eccesso o di una distorsione della nostra emozionalità. Sarà proprio la disarmonia emotiva, se ignorata, ad originare la malattia.

Secondo questa concezione filosofica, il disturbo che ne deriva, prendendo di mira l’uno o l’altro organo-bersaglio, altro non è che la manifestazione fisica di uno squilibrio emozionale ignorato.

In questo contesto, anche la malattia può essere considerata un “segnale” di avvertimento che sopraggiunge quando la persona non è più in contatto con il proprio Io Spirituale: ci ammaliamo quando soffochiamo la nostra creatività, non esprimiamo i nostri talenti e potenzialità, quando ci facciamo influenzare e fuorviare dalle interferenze altrui; quando proiettiamo sugli altri i nostri sentimenti negativi e siamo in preda a rabbia, odio, rancore, invidia, gelosia, intolleranza, egoismo e crudeltà; quando siamo schiacciati da ansia, paura, depressione, angoscia o solitudine, che ci impediscono di seguire le direttive del nostro Sé.

Nel momento in cui ci fermiamo a riflettere sul senso della malattia e impariamo ad “ascoltarla” per interpretarne il significato, diventiamo in grado di correggere la disarmonia che ne sta alla base e ritrovare salute e benessere.

In questa ottica, è chiara l’importanza che può avere il riuscire a liberare l’animo dall’eccesso di emotività o da un’emotività mal riposta, causa di blocco del nostro processo evolutivo interiore.

Nei suoi studi, Bach non distingueva tra persona e malattia, nella convinzione che quanto accade nel corpo fisico sia indissolubilmente legato alle condizioni spirituali ed emozionali dell’individuo in quanto tale. Secondo Bach la medicina tradizionale fallisce perché affronta gli effetti fisici della malattia e non le sue vere cause.

Bach scoprì che alcune soluzioni di fiori sono in grado di alleviare o contrastare alcuni problemi emozionali: Holly aiuta a liberarsi dall’odio, Mimulus dalla paura, Willow dal risentimento. Questo non in base alla chimica delle loro foglie o dei loro fiori, ma piuttosto grazie alle proprietà dell’energia sottile di cui è permeata la pianta, una sorta di coscienza vegetale.

I fiori agiscono a livello elevato, grazie a sottili vibrazioni energetiche in grado di attivare un riequilibrio della coscienza e un processo di cambiamento. I rimedi floreali portano alla luce le qualità positive che risiedono intimamente in ciascuno di noi. La loro attivazione ci consente di trasformare la paura in coraggio, l’odio in l’amore, l’insicurezza con la fiducia in se stessi.

Ciascun fiore è in grado di incanalare una vibrazione energetica perfettamente rispondente a determinate caratteristiche dell’animo umano. Esse interagiscono con noi sulla base di uno scambio energetico che Bach definì “scintilla divina”. Le essenze floreali sono catalizzatori che stimolano e potenziano il processo di trasformazione interiore, incoraggiando il cambiamento senza forzarlo e agendo con risonanza vibratoria piuttosto che con l’intervento biochimico tipico del medicinale allopatico.

Il meccanismo d’azione delle essenze floreali non è del tutto dimostrato. Nel suo recente libro “Vibrational medicine”, il dottor Richard Gerber ha dimostrato, presentando le sue teorie personali, che i disturbi emotivi e fisici sono curabili equilibrando e trattando i nostri corpi energetici sottili, astrale, etereo, mentale e causale insieme alle nostre energie spirituali superiori. Gerber ricorda che il termine vibrazione è sinonimo di frequenza e che l’unica differenza tra materia densa (ad esempio un libro o un tronco di legno) e materia sottile, ad esempio un’essenza floreale, è data dalla frequenza alla quale esse vibrano. La materia sottile vibra a velocità superiore a quella della luce. Le medicine vibrazionali contenenti energie sottili ad alta frequenza, sono in grado di agire sui corpi energetici sottili e quindi sui canali emotivi, mentali e spirituali.

Successivamente all’esperienza del dott. Bach, numerosi studi e ricerche a livello internazionale hanno permesso l’introduzione di nuovi repertori floriterapici nelle più svariate zone del mondo (dall’Europa alla California, dall’India all’Australia, dall’Alaska al Canada).

Le essenze floreali australiane del Bush, nate agli inizi degli anni Ottanta, per esempio, hanno origini antichissime e abbracciano molte culture. Alcuni testi sostengono che erano state impiegate presso le antiche civiltà Lemuria e Atlantis. Gli aborigeni australiani utilizzavano a fini terapeutici l’intero fiore e l’essenza, in forma di rugiada potenziata dal sole, veniva consumata con il fiore stesso. L’impiego dei fiori per risolvere specifici squilibri emotivi era diffuso anche presso i Malesi, gli Egizi e altri popoli africani. Il primo utilizzo documentato delle essenze floreali risale al XVI secolo, quando Paracelso raccoglieva la rugiada dei fiori per trattare gli squilibri emozionali dei pazienti.

Per gli antichi erboristi, così come per i fautori dei più recenti repertori floriterapici, la comprensione delle proprietà terapeutiche delle essenze dei fiori si basa sulla dottrina “delle Segnature”. Secondo essa alcune caratteristiche della pianta come forma, struttura, colore, modalità e ambiente di sviluppo, ne indicano le proprietà curative. Il gesto della pianta è indicativo della condizione emotiva della persona che ha bisogno di tale rimedio. Le osservazioni raccolte nell’osservazione della pianta e del suo movimento sono utilizzate per mettere a punto un nuovo linguaggio atto a descrivere gli stati emotivi (paura, rabbia, risentimento, disprezzo) secondo una terminologia che rispecchi in maniera accurata e coerente il gesto della pianta stessa. Forma e funzione vanno ben oltre i confini della botanica tradizionale. Accanto alle proprietà fisiche della pianta vi sono quelle relative al suo gesto, cioè all’idea che esprime nel suo manifestarsi: l’essenza preparata dai suoi fiori sarà in grado di modificare quella stessa condizione emotiva che appare dalla sua gestualità. Per esempio, il fatto che Water Violet cresca e galleggi sull’acqua, senza radici fisse, è indicativo del distacco che contraddistingue il tipo di personalità che può trovarne giovamento: individui solitari e aristocratici, poco propensi alle relazioni sociali profonde. Analogamente, peluria e spine denotano una grande ipersensibilità e lasciano trasparire un impellente necessità di proteggersi dal mondo esterno.

Ogni fiore rappresenta una specifica qualità spirituale dell’uomo. Questa può presentarsi sia nel potenziale positivo e quindi costruttivo sia, nel caso essa sia bloccata, come schema di reazione negativo. L’essenza floreale in questo caso tende a riarmonizzare l’espressione emotiva, cioè riporta la qualità bloccata alla sua forma positiva mediante un processo progressivo di consapevolezza. Per esempio, nel caso di Centaury, dall’eccessiva debolezza alla perfetta integrazione nei gruppi, mantenendo la propria integrità …

L’essenza dei fiori riarmonizza la qualità distorta o meglio, la riporta alla sua forma positiva con un processo graduale. Nel caso di Centaury: “dal servilismo passivo, al servilismo attivo … “

Nell’ultimo ventennio, con il dilagare di nuove problematiche socio-culturali, si sono sviluppati, in contemporanea ma indipendentemente gli uni dagli altri, nuovi repertori floreali indicati nella risoluzione delle problematiche emozionali legate alle realtà socio-economiche attuali. Questa rinascita è interessante, quasi a significare che questo tempo, così denso di criticità, ci stia dando una straordinaria opportunità di ripulire la nostra anima per consentirci di raggiungere una qualità di vita superiore attraverso un nuovo percorso di consapevolezza.

Oggi comincerò a parlarvi dei principali repertori floreali,  esaminando i principali fiori ad oggi conosciuti e utilizzati per il trattamento dell’eccesso e dei disturbi dell’emozionalità, distinguendoli tra le cinque emozioni fondamentali: paura, rabbia, disgusto/disprezzo, tristezza/tormento e gioia, intesa come ricerca spasmodica del piacere e del benessere, con particolare riguardo alle problematiche legate alla dipendenza. Tralascerò la sorpresa che, comunque, è un’emozione fugace, seguita sempre da una delle altre cinque.

In questo lungo viaggio a tappe, esaminerò i repertori floreali principali, a partire da quello di Bach, per poi passare a quello australiano, quello californiano, per finire con il repertorio di Steve Johnson comprendente le essenze dell’Alaska, nella speranza di riuscire ad avvicinarvi al meraviglioso mondo della Floriterapia. A mio avviso, quelli appena elencati,  sono i principali repertori ad oggi a disposizione del Floriterapeuta nella sua opera di accompagnmento verso la riconquista della piena integrità emozionale ed energetica dell’individuo inteso come unione corpo/ emozioni /mente.

Lascerò alla fine delle mie dissertazioni alcune tipologie di fiori, note per il loro effetto decondizionante e protettivo, incredibili scudi energetici da brandire a difesa del nostro equilibrio emozionale, continuamente minacciato dalle vicissitudini della vita.

Se avrete domande o osservazioni da fare, sarò felice di interloquire con voi! Scrivetemi alla mia mail personale: m.boriolo@farmaciaboriolo.it

Buona lettura!

Dott.ssa Marisa Boriolo